Cremazione: una pratica sempre più richiesta

La cremazione Milano è un processo mediante il quale, il corpo viene trasformato in cenere, non è solo un rito antico, ma è anche il più moderno, perché rappresenta una efficace soluzione ai problemi territoriali, igienici ed urbanistici. Oggi la cremazione è una scelta libera e razionale, che risponde alla duplice necessità di salvaguardare la dignità del defunto e il dolore dei parenti, evitando l’impietoso disfacimento del corpo, e di tutelare le esigenze igieniche e ambientali delle società contemporanee. Il processo di cremazione del defunto avviene attraverso forni molto potenti, che raggiungono la temperatura di 900-1000 gradi centigradi con l’arroventamento delle pareti  per mezzo di resistenze elettriche o bruciatori a gas, oppure per fiamma diretta.

Ogni cremazione avviene singolarmente introducendo nell’impianto il feretro di legno integro e sigillato come consegnato al Tempio Crematorio. Il processo è automatizzato e monitorato dal programma di gestione degli impianti. In media, ci vogliono circa 1-3 ore per cremare un corpo umano, riducendo così di 3-7 chili di cremains. Le destinazioni possibili delle ceneri sono tre:  conservazione presso un Cimitero, affido alla famiglia che le conserverà in abitazione, o dispersione in spazi ben precisi e definiti dai regolamenti dei singoli Comuni. L’urna riporta il nome, il cognome, la data di nascita e di decesso del defunto.

All’interno del Cimitero le urne cinerarie non possono essere interrate, ma devono essere conservate in loculi o tombe già date in concessione, o in loculi cinerari per i quali sarà necessario richiedere una nuova concessione. Le urne cinerarie possono essere trasportate utilizzando un mezzo privato. La cremazione può essere svolta solo se il defunto ha lasciato per iscritto o verbalmente l’espressa volontà di essere sottoposto a tale procedura. Nel caso in cui la cremazione Milano riguardi un minore, la volontà va espressa dai genitori o da chi esercita la potestà su di essi. Disposizioni particolari anche per i portatori di pacemaker: in questo caso, l’apparecchio va rimosso.

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